Intervento Dott. Ausilio Priuli in occasione di Archeoweek Vallecamonica 18/24 ottobre
CULTURA FIGURATIVA E MANIFESTAZIONI MINORI IN VAL CAMONICA E ARCO ALPINO:
COLLOCAZIONI, RELAZIONI SPAZIALI E CONTENUTI CULTURALI
Ausilio Priuli, Museo Didattico d’Arte e Vita Preistorica - Capodiponte
Via Pieve S. Siro, 4, 25044 Capodiponte, (BS) E-Mail. museocapodiponte@libero.it
Già in altre sedi si ebbe modo di far osservare come, in pratica, le espressioni di arte rupestre possano essere divise in grandi classi o gruppi: uno di questi è costituito dalle incisioni di tipo simbolico e figurativo, l'altro è costituito dalle "manifestazioni minori" cioè dalle coppelle nelle loro diverse forme, dimensioni ed appartenenze categoriali, da graffiti, da incisioni eseguite per graffi ripetuti e dalle incisioni fusiformi, per noi non figurative e tuttavia cariche di contenuti.
In tutto l'arco alpino o meglio, in Italia settentrionale, si conoscono incisioni rupestri preistoriche, protostoriche e di tradizione, ma solo in poche regioni sono presenti grandi concentrazioni di incisioni di tipo figurativo ed il loro numero, nel complesso, rimane assai limitato rispetto a quello delle “manifestazioni minori”. Queste regioni sono: Monte Bego nelle Alpi Marittime, la Valtellina, la Valle Camonica, l'Altopiano di Asiago ed il Monte Baldo e pochi altri siti come Carschenna, la Val di Susa e l’Alta Moriana e particolari centri spirituali caratterizzati dalla protostatuaria e statuaria megalitica (Priuli, 1983). Si ha quasi l'impressione che i cinque ambienti menzionati e pochi altri, possano essere stati grandi "santuari", importanti centri di culto, centri spirituali che, nel tempo, hanno rivestito un ruolo particolarmente significativo per le popolazioni non solo del luogo, ma anche di più estesi territori circostanti e nei quali, in siti particolari non scelti casualmente, hanno operato prevalentemente dei “sacerdoti artisti”. Le “manifestazioni minori” invece sono ovunque: su pietre e massi nei pressi di insediamenti padani, su pietre e massi delle aree collinari e pedemontane, nelle valli che si inoltrano nelle alpi e nelle loro diramazioni, fino addirittura a quasi 3000 metri di altitudine; inoltre, mentre le espressioni di tipo figurativo, pur con qualche eccezione, sono state realizzate in precisi spazi temporali e comunque non sono andate oltre il pieno avvento del cristianesimo, le manifestazioni minori sono state realizzate ininterrottamente fino quasi ai nostri giorni.
Se le incisioni di tipo figurativo sono quanto ci rimane di complessi riti probabilmente comunitari, ma realizzate da “sacerdoti artisti”, le “manifestazioni minori” sono frutto della religiosità popolare, quindi realizzate da singoli individui in qualsiasi momento di bisogno spirituale ed in qualsiasi luogo e generalmente al di fuori o ai margini dell’ area “santuario” nella quale potevano operare solo i “sacerdoti artisti”.
Sinteticamente si può ricordare che: -esistono aree con grandi concentrazioni di incisioni nelle quali non vi sono presenze significative di “manifestazioni minori” ( es.\ territorio circostante Capodiponte) o le coppelle sono assolutamente assenti (es.\ Valcamonica-Pian Cogno); -si conoscono aree con grandi concentrazioni di incisioni figurative nelle quali le “manifestazioni minori”, anche in numero elevato, sono distribuite in spazi periferici rispetto a quelli che accolgono le incisioni figurative e simboliche (es.\ Monte Bego); -non mancano siti nei quali si constata la coesistente presenza di incisioni di tipo figurativo e di “manifestazioni minori” (es.\ Carschenna, Sonico); -le coppelle sono però spesso in diretta relazione con insediamenti cultuali ed abitativi (es./ Como-Pianvalle, Vione-Premia, etc.); - un altro contesto nel quale si rinvengono coppelle, in piccole, medie o grandi concentrazioni, è quello funerario (es./ Aosta-St. Martin de Corleans, Sardegna- Domus de Janas, Vione, Montichiari –necropoli longobarde); -molto spesso “manifestazioni minori” sono presenti lungo percorsi di transumanza, in luoghi di caccia e di pascolo anche ad alta quota (es./ Valtellina-Monte Torena, Valcamonica-Montozzo, Ercavallo, Gavia, etc.); -Le coppelle sono abbastanza comuni anche su monumenti megalitici (es./ menhir, stele e composizioni monumentali, megaliti monumentali); -coppelle sono spesso in relazione con “scivoli rituali” (es./ Omegna-Monte Zuoli, Val Vigezzo, Valle d’Aosta-Chatillon etc.).
In luoghi caratterizzati da incisioni di tipo figurativo si constata la presenza di “manifestazioni minori” realizzate successivamente all’abbandono della pratica rituale di rappresentare in quel luogo, quindi forse alla perdita della sacralità dello stesso.
Se una incisione o scena di tipo figurativo è il risultato dell’intervento tecnico, in genere, di un singolo operatore, le “manifestazioni minori” sono sovente risultato di più interventi anche di operatori diversi in momenti diversi che hanno ripreso il segno precedentemente realizzato e operato nello stesso ampliandolo e approfondendolo.
E’ ravvisabile quindi una netta distinzione non solo iconografica ma anche contenutistica tra le espressioni dei due grandi gruppi, pur essendo tutte frutto di pratiche rituali, quindi di radicate esigenze religiose.
Riassunto intervento
Le espressioni di “arte rupestre” preistoriche e di tradizione in Italia settentrionale e nel mondo alpino, dopo oltre 100 anni di ricerche, sono divenute numerosissime e presenti un poco ovunque, ma è oramai evidente come siano da ascrivere a 100 categorie di rappresentazioni (Priuli, 1991), riassumibili in due grandi classi o gruppi: le opere di tipo figurativo e le “manifestazioni minori” (Priuli, 1983).
Le prime caratterizzano i grandi “Santuari” della preistoria, come Monte Bego, Valtellina, Valcamonica, Monte Baldo, Altopiano di Asiago e pochi altri siti come Carschenna, la Val di Susa e l’Alta Moriana e particolari centri spirituali caratterizzati dalla protostatuaria e statuaria megalitica e sono opera di “sacerdoti-artisti”. Le seconde sono ovunque: raramente nei “Santuari”, ma nelle aree circostanti gli stessi; nei pressi di insediamenti; in contesti funerari; in territori di caccia e di uso pastorale; in luoghi di passaggio; su pietre, massi erratici, monumenti megalitici, su rocce più o meno lisce, etc. e sono frutto della religiosità popolare, quindi chiunque poteva realizzarle ed in qualsiasi luogo.
Mentre la realizzazione delle espressioni del primo gruppo viene meno con la piena affermazione del cristianesimo, le “manifestazioni minori” hanno continuato ad essere realizzate fino ai nostri giorni.
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