L’Archeodromo di Capo di Ponte è la ricostruzione sperimentale, prima del genere in Italia, di un villaggio tardo neolitico, realizzata sulla sommità di una collina rocciosa dominante il tratto di valle che ospita il maggior numero di incisioni rupestri.
Le capanne sono state erette con le presunte tecniche edilizie neolitiche: con legni graticci, canne, paglia e fango e sono arredate con rudimentali giacigli, pelli, vasellami, armi ecc… In esse si può cucinare, tessere, filare, produrre strumenti d’uso e negli spazi esterni plasmare l’argilla e cuocere vasi, scheggiare selce, lavorare la pietra ecc.. il tutto guidati in un fantastico viaggio a ritroso nel tempo.


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